Prosecco

Uva

Uva Prosecco

L'uva Prosecco è rinomata e famosa per i vini effervescenti prodotti a Conegliano e Valdobbiadene, ma viene vinificata anche in tipologia fermo in tutto il Veneto e Friuli Venezia Giulia.

di Redazione

12 ottobre 2012

L'origine

Il Prosecco è un vitigno a bacca bianca di cui non si hanno notizie sulla sua origine, condivisa da varie ipotesi come quella che lo vuole di provenienza triestina, dalla zona periferica della citta detta appunto Prosecco, dove veniva indicata con il nome di Glera. Le ultime decisioni governative in materia sembrano dare conferma a questa ipotesi, con la decisione di rinominare il vitigno proprio con questo nome per distinguerlo dal vino. Da qui il vitigno si sarebbe diffuso dapprima nei Colli Euganei in Veneto con il nome di Serprina e poi più a nord, nell'attuale area di produzione del rinomato vino. Ma non è esclusa la teoria della introduzione inversa, ovvero dall'attuale zona verso quelle identificate come originarie dall'altra ipotesi. Oggi il suo territorio privilegiato è naturalmente quella della sponda sinistra del Piave, nella rinomata zona tra Valdobbiadene e Conegliano, ma viene coltivato in tutto il Veneto e il Friuli anche se con risultati di minore importanza.

Il vitigno

Il vitigno è oggi distinto in cinque biotipi principali, il Prosecco Tondo ed il Prosecco Lungo, i più utilizzati e differenti per forma dell'acino; il Prosecco Balbi, sofferente di fenomeni di acinellatura; il Prosecco Peccol Rosso e il Prosecco Rosa, presente in Dalmazia ma quasi del tutto scomparso. Il vitigno si presenta con grappoli lunghi di dimensioni medio-grandi e a forma piramidale, e alati, con densità a spargolo. Le bacche sono di dimensioni medie, a forma sferica, con bucce pruinose, spesse e coriacee di colore giallo tendente all'oro, puntinate di marrone. La coltivazione si svolge in collina, in ambienti relativamente umidi e non secchi con potature frequenti, stagionali, favorendo i sistemi di allevamento a controspalliera. A problemi con la siccità e le gelate in primavera, e soffre anche l'oidio e la peronospora, ma ha un'ottima resistenza alle muffe e al marciume. A seconda dell'andamento climatico annuale può soffrire fenomeni di colatura e acinellatura, nonché di flavescenza. Soffre inoltre gli acari, la tignola e le cicaline.

Le decisioni normative

Come detto il vitigno Prosecco dovrebbe prendere il nome di Glera, per distinguere il vino dal vitigno. Ma a questa normativa sembra esserci un'opposizione abbastanza vivace da parte di molti, che non vedono la necessità di questa distinzione. Per il momento si sta pensando di cambiare il nome solo alla barbatella. Da una parte si cerca di difendere le tradizioni, mentre dall'altra si vorrebbe fare una distinzione che non sembra fornire una maggiore protezione ne ai vini, ne al vitigno, specialmente con un nome, Glera, che in passato ha già dato origine a confusione e dubbi presso i consumatori.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza tra il nome Prosecco e Glera?
    Prosecco è il nome commerciale del celebre vino frizzante e spumante, mentre Glera è il nome botanico ufficiale del vitigno stesso. Questa distinzione nasce da normative europee volte a proteggere le denominazioni di origine, impedendo che il nome del vino venga usato genericamente per identificare la pianta. Sebbene il cambio sia stato introdotto per chiarezza legale, molti produttori e appassionati continuano a usare 'Prosecco' per riferirsi all'uva, creando talvolta confusione. In sintesi, quando leggi 'Glera', stai leggendo del vitigno; quando leggi 'Prosecco', ti riferisci solitamente al prodotto finito o, colloquialmente, alla varietà.
  • Dove si coltiva principalmente il vitigno Glera?
    L'area di produzione principale e più prestigiosa si trova nel Veneto, specificamente nelle zone collinari tra Conegliano e Valdobbiadene, lungo la sponda sinistra del fiume Piave. Qui il vitigno esprime le sue migliori qualità, dando vita ai DOCG più rinomati. Tuttavia, la coltivazione non si limita a queste aree: il Glera è diffuso in tutta la regione del Veneto e si estende fino al Friuli Venezia Giulia. Sebbene venga coltivato anche altrove, i risultati qualitativi e il carattere tipico del vino variano significativamente in base al terroir specifico delle zone d'origine storiche.
  • Quali sono le caratteristiche fisiche dell'uva Glera?
    Il grappolo del Glera è di media-grandezza, di forma piramidale e alato, con una densità medio-rara (spargolo). Le bacche sono di medie dimensioni, sferiche, con una buccia spessa, coriacea e pruinosa, di colore giallo dorato punteggiato di marrone. Esistono diversi biotipi principali, tra cui il Prosecco Tondo e il Prosecco Lungo, differenziati soprattutto dalla forma dell'acino. Altri biotipi meno comuni includono il Prosecco Balbi, soggetto ad acinellatura, e il Prosecco Rosa, quasi scomparso. Queste caratteristiche morfologiche aiutano gli agronomi a identificare correttamente il vitigno durante le fasi di gestione in vigna.
  • Il vitigno Glera è resistente alle malattie e agli agenti atmosferici?
    Il Glera mostra una buona resistenza naturale alle muffe e al marciume grazie alla sua buccia spessa, ma presenta diverse vulnerabilità. È sensibile alla siccità e alle gelate primaverili tardive, che possono danneggiare i germogli. Inoltre, soffre di oidio e peronospora, richiedendo quindi interventi fitosanitari attenti. Dal punto vista parassitario, deve essere monitorato contro acari, tignola e cicaline. Un problema fisiologico comune è l'acinellatura (grani piccoli senza semi) e la colatura, fenomeni spesso legati allo stress idrico o climatico. Una corretta potatura e l'uso di sistemi di allevamento come il controspalliera aiutano a mitigare questi rischi ambientali.
  • Si può produrre vino fermo con il vitigno Glera?
    Sì, assolutamente. Sebbene il Glera sia famoso mondialmente per la produzione di spumanti e vini frizzanti (Metodo Charmat e Classico), può essere vinificato anche in versione ferma. Questa tipologia è prodotta principalmente in Veneto e Friuli Venezia Giulia, offrendo profili aromatici diversi rispetto alle versioni effervescenti, spesso più strutturati e adatti all'invecchiamento breve. La vinificazione in bianco permette di esaltare la freschezza e la mineralità dell'uva, dimostrando la versatilità del vitigno oltre la sua classica destinazione frizzante. Tuttavia, la maggior parte della produzione rimane focalizzata sulle bolle, che restano il suo tratto distintivo commerciale.

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