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Servire il vino

Calici per vino di medio invecchiamento

La scelta del bicchiere è fondamentale per una degustazione completa del vino, in particolare per quello di medio invecchiamento.

di Redazione

05 marzo 2013

Il vino di medio invecchiamento

Il vino da medio invecchiamento si può considerare quello che viene affinato, in botte o in bottiglia, tra i 4 e gli 8 anni. Può essere sia bianco che rosso, visto che si riesce a trovare facilmente anche la prima tipologia con questa longevità, specialmente in paesi come il nostro dove la produzione è abbondante e ormai di qualità. La scelta tra questi vini è ampissima e si può veramente variare tra numerose tipologie. Il bicchiere giusto è quindi abbastanza difficile da scegliere. Una prima selezione si può fare tra vini bianchi e vini rossi, con i primi generalmente più delicati e i secondi più fruttati e penetranti. Per i vini bianchi sono molte le uve che possono regalare vini di medio invecchiamento, come ad esempio l'italianissima Vermentino, un uva capace di fornire vini che possono facilmente raggiungere i cinque anni. Qui gli aromi sono citrini, tropicali e poco floreali, con attitudine quindi a farsi sentire. Un'altra uva bianca ben capace di regalare vini invecchiabili è lo Chardonnay, che spesso viene maturato in botte, con profumi quindi ben tostati. Tra i rossi la scelta invece è praticamente infinita.

Il bicchiere adatto

Il bicchiere adatto in questi casi quindi può variare leggermente e la sua scelta non è così semplice. Per i vini bianchi da medio invecchiamento si suggerisce un calice abbastanza alto, in quanto spesso gli aromi del vino bianco, delicati e per nulla penetranti, potrebbero svanire ben presto nel bicchiere. La pancia del calice quindi non dovrebbe avere un diametro troppo largo, in modo che questi vengano concentrati su una superficie più ristretta. L'altezza aiuterà poi a far salire lentamente gli aromi e quindi a tenerli abbastanza per la degustazione. I rossi invece sono quasi sempre più generosi nel proporre le loro proprietà organolettiche. La pancia del calice quindi può essere leggermente ampliata, per ammorbidire la penetrazione dei profumi al naso, magari mantenendo la stessa altezza del calice. In egual modo si può mantenere la larghezza della pancia aumentando quella dell'apertura, in modo da sprigionare meglio il primo naso.

La degustazione

Nella degustazione quindi, si dovrà tenere conto della tipologia di vino, anche se del medesimo invecchiamento. Nella degustazione dei bianchi a medio invecchiamento la sottigliezza dei profumi, a meno che questi non siano stati passati nel legno, richiede un'attenzione maggiore. Probabilmente si dovranno percepire aromi floreali lievi, o tocchi citrini, ma anche frutta bianca persistente. A seconda dell'uvaggio potremo al palato, incontrare sapidità o mineralità, ma molto più probabilmente un'adeguata freschezza. Nei rossi invece gli aromi spazieranno dai frutti di bosco maturi ai fiori di colore carico, spesso gerani o viole. Probabili anche tracce balsamiche e fondi terrosi e di sottobosco. In questo caso è sempre meglio scegliere bicchieri più grandi. Nei vini di medio rango invece si possono usare bicchieri meno impegnativi.

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Domande frequenti

  • Quali caratteristiche deve avere il bicchiere ideale per un vino bianco di medio invecchiamento?
    Per i vini bianchi di medio invecchiamento, che tendono ad avere aromi più delicati e meno penetranti rispetto ai rossi, è fondamentale scegliere un calice alto. Questa conformazione aiuta a far salire lentamente gli aromi, preservandoli durante la degustazione. La pancia del bicchiere non dovrebbe avere un diametro eccessivamente ampio; preferire una forma leggermente più stretta permette di concentrare i profumi su una superficie ridotta, evitando che si disperdano troppo velocemente. Questo accorgimento è cruciale per esaltare note sottili come quelle floreali leggere, i tocchi citrini o la frutta bianca persistente, tipiche di uve come il Vermentino o lo Chardonnay affinatosi in legno.
  • Come cambia la scelta del bicchiere per i vini rossi di medio invecchiamento?
    I vini rossi di medio invecchiamento offrono profili aromatici più generosi e penetranti, spaziando dalla frutta di bosco matura alle note balsamiche e terrose. Per valorizzarli, si consiglia un bicchiere con la pancia leggermente ampliata: questo spazio extra serve ad ammorbidire l'impatto iniziale dei profumi al naso, permettendo una migliore evoluzione aromatica. È possibile mantenere l'altezza del calice o aumentare la larghezza dell'imboccatura per sprigionare meglio il 'primo naso'. In generale, per queste tipologie si prediligono bicchieri di dimensioni maggiori rispetto a quelli usati per i bianchi, garantendo una corretta ossigenazione e concentrazione degli aromi complessi tipici di un vino strutturato.
  • Cosa si intende tecnicamente per 'medio invecchiamento' nel vino?
    Nel linguaggio enologico, il termine 'medio invecchiamento' identifica quei vini che hanno subito un processo di affinamento, sia in botte che in bottiglia, per un periodo compreso tra i 4 e gli 8 anni. Questa fascia temporale permette al vino di sviluppare una complessità aromatica significativa senza perdere completamente la sua vitalità originaria. Non è esclusivo dei rossi: anche molti vini bianchi, specialmente in Italia, raggiungono questa longevità grazie a uve strutturate come il Vermentino o lo Chardonnay. In questa fase, il vino mostra equilibri nuovi tra acidità, struttura e profilo olfattivo, richiedendo una degustazione attenta per apprezzarne le sfumature evolutive.
  • Quali aromi ci si può aspettare da un vino bianco di medio invecchiamento?
    Un vino bianco di medio invecchiamento presenta un bouquet complesso che evolve dalle note primarie verso profili più terziari. Si possono individuare aromi floreali lievi, spesso accompagnati da tocchi citrini persistenti e una frutta bianca matura. Se il vino è stato affinato in botte, come avviene frequentemente con lo Chardonnay, emergono chiaramente note tostate e speziate. Al palato, oltre alla persistenza aromatica, si riscontra spesso una buona freschezza, talvolta integrata da sensazioni di sapidità o mineralità, a seconda dell'uva e del territorio di provenienza. Questi elementi combinati creano un'esperienza sensoriale raffinata e stratificata.
  • Quale ruolo gioca l'affinamento in legno sugli aromi del vino bianco invecchiato?
    L'affinamento in botte di legno, comune per uve come lo Chardonnay, trasforma radicalmente il profilo aromatico del vino bianco di medio invecchiamento. Mentre i bianchi giovani o non legnosi mostrano prevalentemente note fruttate e floreali dirette, il contatto con il legno introduce aromi tostati, vanigliati e talvolta speziati. Questo processo non maschera la frutta, ma la integra, creando una sinfonia aromatica più densa e avvolgente. La presenza del legno conferisce inoltre struttura e volume al vino, rendendo necessaria una scelta del bicchiere che sappia contenere e dirigere questi profumi più potenti verso il naso del degustatore.

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